Lago di Bolsena
Lago di Bolsena

Dall’agriturismo Casale dei Gelsi potete partire per scoprire la natura incontaminata dei laghi che si incontrano a breve distanza: Bolsena e Vico. Vi suggeriamo un tuffo nel Lago di Bolsena, (Viterbo), a una trentina di km da Castiglione in Teverina, dove potrete immergervi fra anatre selvatiche e cormorani ormai quasi stanziali, alla ricerca dei segreti e degli anfratti. E’ famoso per essere il più grande d’Europa fra quelli di origine vulcanica ed il quinto in Italia per estensione. Si trova ai confini con Toscana ed Umbria, a 40 km dal Mar Tirreno, ed è ubicato a 305 metri sul livello del mare. Il lago di Bolsena è situato in una depressione tettonica molto complessa formata da più caldere, i laghi di Mezzano e Monterosi.

Spazio al divertimento: gli amanti di pesca, vela, windsurf potranno esercitarsi circondati da un panorama incantevole e selvaggio e gli appassionati di birdwatching troveranno qui il loro paradiso grazie al vasto patrimonio di uccelli acquatici, specialmente migratori. Le acque del lago di Bolsena sono pullulanti di pesci: famose le anguille, conosciute già dai Romani e citate anche da Dante nella Divina Commedia, oltre a persico o spigola, tinca, scardola, carpa. Il lago è noto per il fenomeno delle cosiddette sesse, rapide variazioni di livello sul tipo delle maree. Le sue rive sono coltivate ad est e boscose ad ovest. Vivamente consigliato per le magnifiche vedute l’intero giro del lago. Potete anche noleggiare le barche tipiche di questi luoghi per ‘studiare’ il lago da una prospettiva tutta particolare.

Qui sorgono due piccole isole: l’isola Bisentina, la maggiore attrazione turistica, con i suoi sette Oratori, il convento di San Giacomo e Cristoforo ed i suoi affascinanti giardini (residenza estiva papale in diversi periodi) e l’isola Martana che custodisce i resti della fortezza in cui Teodato nel 535 d.C. fece imprigionare ed uccidere la Regina Amalasunta, figlia di Teodorico, Re dei Goti. Ultimamente il lago ha restituito interessanti testimonianze archeologiche fra cui una piroga monossile.

Descrizione tecnica: profondità massima 152 metri; diametro massimo 12 chilometri e circonferenza di 42 chilometri.

Paesi vicini: le località che potete visitare, partendo da Bolsena e seguendo la strada panoramica in senso orario, sono: Bolsena, la città che ha dato il nome al lago, Montefiascone, con il più bel panorama complessivo del lago, Marta, principale e attivo porto dei pescatori, Capodimonte, sul pittoresco promontorio che si protende verso il lago, Valentano, con il suo ampio panorama dominante la conca del lago, Gradoli, su uno sperone di tufo all’interno del recinto craterico, Grotte di Castro, con il suo fascino medioevale, San Lorenzo Nuovo, perfetto esempio di impianto urbanistico del Settecento, Isola Bisentina, attraente e sinuosa, Isola Martana, isola della Regina Amalasunta.

Casale dei Gelsi → Lago di Bolsena 24km

Immagini Lago di Bolsena

Luoghi di culto e itinerari religiosi:

Storicamente si narra che nel 1260 Pietro da Praga un sacerdote boemo, giunto nella città di Orvieto stava vivendo un periodo di profonda crisi religiosa al punto tale da mettere in discussione il mistero della transustanziazione, ( la mutazione del pane e del vino nel corpo e nel sangue di Cristo).

E’ cosi che nel 1263, il sacerdote trovandosi  di passaggio a Bolsena, tappa lungo il percorso di un pellegrinaggio intrapreso sulla via Francigena verso Roma, chiese di poter celebrare messa e durante la liturgia nella chiesa di Santa Cristina a  Bolsena, le ostie consacrate, sotto gli occhi del sacerdote iniziarono a  sanguinare macchiando il Corporale di lino, il pavimento e le pietre dell’altare.
Il sacerdote profondamente colpito e felicemente “frastornato” da questa visione, rivelò l’accaduto Papa Urbano IV che si trovava ad Orvieto.
Il pontefice e la chiesa dichiararono “miracoloso” l’evento e lo stesso Urbano IV ordinò che il Corporale macchiato fosse trasferito ad Orvieto e volle  istituire l’anno seguente, la festa del “Corpus Domini”  con la celebre  Bolla “Transiturus de hoc mundo” datata 1264, (e rilanciata anche dal suo successore Papa Clemente V ) stabilendo così che la festa del Corpus Domini ed altre celebrazioni e riti eucaristici fossero diffusi e celebrati ogni anno in tutto il mondo cristiano.

Le macchie del prodigioso sangue sul pavimento e sulle pietre dell’altare della chiesa di Santa Cristina sono oggetto di venerazione così come il sacro lino macchiato, custodito nella cappella del Corporale del Duomo di Orvieto, (sebbene la costruzione della cattedrale della città umbra non sia dovuta a questo evento miracoloso come per molti anni si è ipotizzato) e portato in processione ed esposto ai fedeli in occasione della festa del Corpus Domini nella città umbra.

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